Agenda Digitale e WIFI libero; “Rigore è quando arbitro fischia!”…
… come dice il saggio…
il governo ha annunciato 80 misure nel decreto del “fare”, ma nel comunicato stampa le cose elencate sono meno.
bisognerà quindi attendere il testo del provvedimento per sapere esattamente cosa c’è (e come) e cosa non c’è.
perchè, ad esempio, nel comunicato stampa non è indicato il provvedimento che pur era circolato nelle bozze riguardante l’eliminazione dell’obbligo per le aziende di ricorrere ad installatori per collegare ad internet reti locali.
ho un verbale di un piccolo supermercato siciliano sanzionato con 30.000 euro per aver collegato autonomamente il router alla LAN, sanzione che aumenta a 150.000 euro se non pagata entro 60 giorni.
se questa non è una cosa antistorica da semplificare, tra l’altro nello spirito della relativa direttiva europea, cosa lo è ?
per quello che invece c’è nel comunicato, bisogna capire bene il significato dei provvedimenti annunciati, ad esempio per quanto riguarda il domicilio digitale e la razionalizzazione dei data centre della PA, cose in larga misura già previste dal governo precedente ed il Fascicolo Sanitario Elettronico le cui linee guida nazionali furono emesse già a novembre 2010 dal ministero della salute.
sarà importante capire i dettagli; sarebbe assai strano se fosse solo la ripresentazione di provvedimenti già presi.
un ultimo commento relativo al “wifi libera come in Europa” (BTW, c’è un typo: dovrebbe essere “Wifi liberO come in Europa).
il testo del comunicato è troppo sintetico per capire cosa si intenda davvero.
la situazione regolamentare del wifi è abbastanza complicata…
se da un lato non ci sono più le norme antiterrorismo previste dalla legge Pisanu (acquisizione di copia del documento di identità di chi accede), dall’altro chi eroga servizi di telecomunicazioni al pubblico è soggetto alle norme del codice delle comunicazioni e tutti gli obblighi derivanti.
deve essere un operatore di telecomunicazioni autorizzato, assicurare il trattamento dei dati nel rispetto delle specifiche norme sulla privacy ed assicurare le prestazioni di giustizia (oltre a pagare i contributi previsti).
quindi ad oggi non vi sono complicazioni se si eroga wifi ad un pubblico non indistinto (es. i frequentatori di un convegno, gli ospiti di un albergo, ecc.) nè se la erogazione (ad esempio presso un bar o una pubblica amministrazione) viene effettuata da un operatore autorizzato.
vi sono numerosi operatori che offrono questo tipo di servizi, sia come complemento alla loro offerta di connettività sia come puro servizio wifi.
sei un bar e vuoi mettere il wifi ? fai l’abbonamento ADSL con uno di questi operatori e ci pensano loro.
(c’è una antica delibera dell’autorità che chiarisce che non si è operatori di comunicazione se si mettono dei terminali di accesso ad internet come ancillari alla propria attività primaria; per tagliare la testa al toro basterebbe che oltre ai terminali si prevedessero anche gli access point wifi)
la lettura del comunicato stampa parrebbe prevedere l’introduzione del log di dati identificativi dei dispositivi (es. MAC address) da parte del “gestore”
bisognerà vedere bene il testo definitivo. se per “gestore” ci si riferisse anche a chi organizza il convegno, sarebbe una complicazione, non una semplificazione. cosa che parrebbe molto strana…
insomma… è presto per dare giudizi, in assenza del testo definitivo.
rigore è (solo) quando arbitro fischia.




