Piantare un albero per il futuro (aka sostenibilità italiana)

questa è la piramide demografica italiana oggi

ciò che balza all’occhio è che i giovani sono pochi, molto pochi.

il “metodo contributivo” per le pensioni è un metodo di calcolo, non significa  che le persone prendono in pensione i soldi che hanno versato ma che il calcolo di quanto prenderanno è basato sui contributi versati

la precisazione è importante. con i soldi dei lavoratori che versano i contributi  oggi si erogano le pensioni ai pensionati che sono oggi in pensione.

ma a quella montagna di lavoratori chi deve pagare le pensioni ? quel gruppetto di giovani che entrerà (auspicabilmmente) nel mondo del lavoro.

il tasso di dipendenza tra pensionati e lavoratori è destinato ad aumentare perchè da 35 anni non facciamo politiche che incentivino a correggere questo pattern demografico.

va da sè che le due leve utilizzabili per gravare sui giovani in misura inferiore sono il momento in cui si va in pensione e la loro entità.

perchè anche se adesso facessimo tanti figli, il loro contributo al sostegno delle pensioni arriverebbe troppo tardi.

bisognava pensarci 35 anni fa, 30 anni fa, 25 anni fa, ecc..

mia figlia irene notava che “si possono far venire degli stranieri”.

già, è mancata anche una politica razionale sull’immigrazione. la nostra incapacità di creare opportunità di inserimento ha generato tensioni che ci hanno fatto sostenere che, piuttosto, fosse meglio non venissero stranieri.

il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa, il secondo momento miigliore è adesso.

è lodevole che un manipolo di volonterosi funzionari ministeriali degli esteri e dello sviluppo economico dal governo precedente e attuale (su tutti Firpo e Luccisano) abbiano guidato gli sforzi per introdurre la “startup visa”, ovvero un visto semplificato per chi vuole venire a fare impresa in italia.

negli stati uniti, paese solitamente di difficile immigrazione, l’industria sta spingendo per fare una norma simile che genererebbe, scondo gli studi, 1,6 milioni di nuovi posti di lavoro.

è una questione di politica industriale e sociale rilevante, a mio avviso uno degli atti piu’ importanti degli anni recenti, che speriamo sia capito, spinto e non frenato da governo e parti sociali.


Niente carta in commissione

ecco la ratifica della decisione

un piccolo passo nella direzione di una rivoluzione culturale


Meno atomi, più bit alla Camera

la commissione affari sociali della camera presieduta da Pierpaolo Vargiu sarà la prima ad avviare un esperimento di dematerializzazione proposto dall’Intergruppo Innovazione.

oltre ai documenti in questa commissione saranno distribuiti anche tutti i documenti di seduta dell’Aula (inclusi gli allegati) e resi accessibilia nche sulla homepage del sito della Camera.

per le discussioni in aula i contributi debbono arrivare al massimo entro la sera prima, per cui durante la notte c’è il tempo di elaborarli e renderli disponibili.

in commissione gli emendamenti possono essere mandati, per regolamento, fino a poco prima della riunione (solo dalle persone titolare a proporli); devono essere protocollati e fascicolati facendone una analisi dei contenuti in quanto vanno serializzati per la discussione

se un emendamento modifica la prima parola del primo comma di un articolo ed un altro modifica un pezzo della frase del primo comma, uno va messo prima dell’altro in discussione.

gli emendamenti possono essere presentati in elettronico o in cartaceo; con le procedure attuali, deve essere consentito di proporli anche ad un parlamentare che non usi computer

ne consegue che la realizzazione del fascicolo può essere fatta, in queste condizioni, solo in cartaceo.

ci sono alcune commissioni, piu’ di altre, in cui gli emendamenti arrivano fino all’ultimo secondo ammesso (tipo finanze). in affari sociali, invece, ciò tende a non accadere.

questa e’ la ragione per cui si procede i in questo modo iniziando in Commissione Affari Sociali (anche Daniele Capezzone, presidente della commissione finanze e membro dell’intergruppo innovazione aveva sottoscritto la proposta agli uffici della Camera).

c’e’ una idea di sperimentare a breve l’uso di schemi XML akoma ntoso e proporre di cambiare le modalità di contribuzione di fatto imponendo di fare le contribuzioni solo in elettronico.

questa della commissione affari sociali è un passo in questo percorso, speriamo sia solo il primo


Bella storia

(con un pizzico di orgoglio)


Breaking news: al via alla Camera la Commissione per i diritti in Internet

Boldrini: al via Commissione per “Internet Bill of rights”
Prima riunione il 28 luglio a Montecitorio

Prende il via la Commissione di studio promossa dalla Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, per elaborare principi e linee guida in tema di garanzie, diritti e doveri per l’uso di Internet.

L’iniziativa fa seguito ad alcuni incontri e seminari svolti proprio alla Camera dei deputati su questi temi. Anche in ambito internazionale vi sono stati recentemente significativi interventi al riguardo, tra cui ad esempio l’approvazione in Brasile della legge cosiddetta “Marco Civil” nell’aprile scorso, le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea dell’8 aprile e del 13 maggio 2014, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa anch’essa dell’aprile scorso e la sentenza della Corte Suprema USA del 25 giugno. Tutto ciò si aggiunge naturalmente alle molte iniziative provenienti dalla società civile che in questi ultimi anni si sono mosse nella direzione della elaborazione di un vero e proprio “Internet Bill of rights”.

A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del settore e rappresentanti di associazioni.

Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga possibile alla definizione di un testo finale.

I primi risultati saranno sottoposti altresì all’attenzione dei partecipanti alla riunione interparlamentare sui diritti fondamentali che si terrà proprio alla Camera il 13 e 14 ottobre 2014 nel corso del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e che vedrà la partecipazione dei Parlamenti di tutti e 28 gli Stati membri dell’Unione europea.

Le conclusioni del lavoro della Commissione saranno quindi messe a disposizione delle Commissioni permanenti della Camera.

via www.camera.it

speriamo che, a valle di questo processo, venga istituita la XV Commissione permanente per l’innovazione e le questioni digitali.


Monete matematiche: il mondo non sarà più lo stesso

Financial Services has released a draft for what the state’s BitLicenses will look like, and they’re going to change the face of digital currency commerce in the U.S..

The greatest change is that anyone using a New York-sanctioned Bitcoin or cryptocurrency service will no longer be anonymous. This was something Bitcoin’s earliest users said was a key ingredient to the digital currency’s appeal, but which DFS, as well as other lawmakers, expressed strong distaste for at hearings earlier this year.

Now, any business whose essential service is buying, selling, or processing Bitcoin will have to maintain records of their customers’ names and addresses, and check them against the Treasury’s list of bad actors.

via www.businessinsider.com

(se questa proposta viene approvata)

UPDATE: Ecco il testo della proposta (Grazie Sergio) Download Pr1407171-vc

praticamente si introducono i criteri di vigilanza anche per questa categoria di operatori, includendo le virtual currencies, la cui grande innovazione regolamentare e’ alle definizione, lettere ii e iii

Virtual Currency shall be broadly construed to include digital units of exchange that (i) have a centralized repository or administrator; (ii) are decentralized and have no centralized repository or administrator; or (iii) may be created or obtained by computing or manufacturing effort.


Spiegare internet ad una quinta elementare

kudos ad Andrea!


Il punto di equilibrio e la spesa pubblica

ho avuto uno scambio di tweet in cui gli amici lamentavano un eccesso di regolamentazione in Italia come un fattore primario del freno all’innovazione.

mi è tornato in mente il recente convegno alla Camera sulle monete matematiche (bitcoin etc.) in cui alcuni operatori chiedevano invece regolamentazione, per disambiguare il trattamento dei BTC, che’ altrimenti il business non decolla (cos’è giuridicamente un BTC moneta, cessione di denaro o prodotto ?)

altro passaggio il recentissimo annuncio di Slim che vende ad un solo acquirente poco meno della metà degli asset messicani di America Movil, per evitare limiti imposti agli operatori dominanti (tutti gli operatori alternativi chiedono piu’ regole per favorire la competizione.

sabato scorso a roma parlavo con un VC mediorientale della bontà delle regole italiane per favorire le aziende innovative. (slide riassuntive qui)

mi veniva anche in mente che in tutto il mondo ci sono limiti per tutelare dei settori e/o dei diritti/assicurazioni dei clienti in quei settori (a New York Lyst, un omologo di UberPOP, è stato dichiarato fuori regola, per dirne solo una, ma ce ne sono molte).

se la regolamentazione è procompetiva e proinnovazione, non è un freno e, in termini comparativi, non credo che siamo messi tanto peggio (qualcuno ha cercato di aprire un conto corrente per la sua azienda in UK ?)

la latenza della burocrazia, quella si, secondo me è un problema.

l’attenzione concentrata sul welfare e non sulla imprenditorialità e sulla crescita, secondo me è un problema.

ed anche la formazione che predilige Tacito alla programmazione, secondo me è un problema.

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andate a esplorare questo mediagramma su opendata della spesa pubblica. il 63% è legato al welfare.

a livello europeo il 12% del budget è legato alla competitività e nuova occupazione. (potete esplorare anche altri dataset di altri paesi)

andando avanti. la cosa non sarà più facile.

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un vecchio adagio dice che il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa, e che il secondo migliore momento è adesso.

secondo l’economist, nel 2050 il 19,6% della popolazione avrà più di 80 anni (siamo noi 40-50enni ad invecchiare); secondo il US Census Bureau la previsione è meno fosca e si limita al 12% (in ogni caso sarà bene fare una aggressiva politica di attrazione talenti, di cui la startup visa è un primo passettino nella giusta direzione)

penso che sia importante, oggi, piantare l’albero e fare

  1. le infrastrutture immateriali che consentano di avere nel medio-lungo periodo dei benefici in termini di riduzione di messa sotto controllo della spesa, della riduzione dei tempi burocratici ovvero dell’efficientamento della PA (ivi inclusa la giustizia)
  2. una profonda opera di formazione e divulgazione, dalla scuola ai media, per favorire il pensiero algoritmico, le competenze digitali e l’imprenditorialità.

La rubrica: “roman gossip” nr.1 e 2.

come noto, da qualche giorno sono stato designato come presidente del comitato di indirizzo che deve indicare le linee strategiche all’Agenzia per l’Italia Digitale

il direttore generale designato è Alessandra Poggiani, cui vanno le mie congratulazioni e fortissimi auspici! è una ragazza molto energica, determinata, sa di quello che parla! (e per il contesto e tutto il resto, come lei sottolinea sempre, è desiderosa di studiare).

ho scoperto oggi a Firenze, dove siamo venuti per la convention di Assinform, che - secondo i pettegolezzi romani - nel nostro primo incontro abbiamo avuto una forte litigata.

(a proposito, congratulazioni ad Assinform: mattinata interessante in un luogo di una bellezza stupefacente)

ma tornando al nostro primo incontro,.. da parte mia confermo che ho litigato con un pezzo di cibo sul quale ho avuto la meglio solo molto dopo grazie al Dr. Floss  ;-)

mercoledi scorso, infatti, dopo la convocazione di Ale a palazzo Chigi, ci siamo visti a Venezia per una cena in ora tarda (molto), in compagnia di alcuni comuni amici veneziani, un po’ per felicitarci ed un po’ per iniziare a condividere delle idee.

un dettaglio mi ha colpito: è passato di lì un mio amico - chiamiamolo Luca - che lavora con Ale (non un riporto diretto). Luca era sinceramente triste al pensiero che Ale se ne andasse da Venezia..

Da questo dettaglio ho capito della sua qualità nelle relazioni con il team. cosa fondamentale, IMHO, in una posizione come quella di AGID con limitati poteri impositivi.

si, ale, lo so, non te lo ho detto, beh, lo leggi qui… è stato un momento carino :-)

p.s. ho appreso anche di avere avuto una crisi di pianto la stessa sera. Ora, seppure è vero che l’incidente mi ha reso molto più emotivo e quando ripenso a quei mesi in ospedale tendo a commuovermi, voglio precisare che non erano lacrime e sangue quelle che scorrevano ma 3 bicchieroni di Bellini ed uno di Rossini (consigliatomi da Sabina, peraltro con il suo perchè)

pp.ss. aiutami ad alimentare la rubrica “roman gossip” ! manda il tuo gossip a stefano (at) quintarelli (punto) it

:-)


Lyst - analogo a UberPOP, dichiarato fuori regola a New York

Lyft has been declared “unauthorized” by New York’s Taxi and Limousine Commission (TLC). In a statement, the commission said: “Lyft has not complied with TLC’s safety requirements and other licensing criteria to verify the integrity and qualifications of the drivers or vehicles used in their service, and Lyft does not hold a license to dispatch cars to pick up passengers.”

via thenextweb.com

chissa perchè non sono sorpreso… ;-)