Come (NON) rivolgere istanze ad un parlamentare (aka: pitching an MP)

negli scorsi 7 giorni ho ricevuto, processato ed archiviato 878 mail, inviato 541 risposte, 

fanno 235 mail ricevute al giorno e 77 scritte.

poi ci sono SMS, telegram (non uso whatsapp), twitter e facebook.

interagire con un parlamentare è un pò come fare del webmarketing, ci sono buone pratiche e dei tassi di conversione per vendere la propria istanza, ovvero per conquistarsi uno slot di attenzione… :-)

inizio dal dire che nello stesso periodo di 7 giorni ho cancellato 973 mail.

ricevere un mailbombing su un tema non aiuta la causa di chi lo propone.

se sul tema so dare una risposta sensata, tipicamente la prima mail riceve una risposta. la seconda e la terza le vedo, poi imposto un filtro per buttare in automatico le mail identiche.

ogni parlamentare ha dei temi sui quali è competente ed altri su cui non lo è.

una buona idea per chi scrive, quindi, è inviare la sua mail ai parlamentari che seguono quel tema.

non è banalissimo conoscere tutti i parlamentari che seguono un determinato argomento, ma in prima battuta si puo’ scrivere a quelli della commissione pertinente.(l’elenco delle 14 commissioni è sul sito di camera e senato)

se poi il discorso va avanti, saranno loro, che conoscono i colleghi, a poter indicare eventuali altri colleghi potenzialmente interessati, anche di gruppi diversi, anche in commissioni diverse.

se mandi una mail identica a tutti (o addirittura una mailing list) stai sparando a pallettoni. chi la riceve, pensando che ci possono essere altri piu’ interessati di lui, è meno incentivato a rispondere.

se mandi una mail altamente personalizzata, facendo riferimento a dichiarazioni o posizioni precedenti del parlamentare  cui stai scrivendo, stai dando un messaggio di impegno nella preparazione della mail, nel tempo che hai dedicato, ed è più probabile che chi la riceve risponda (d’altro canto facciamo cosi’ tutti, anche da non parlamentari, no ?)

se mandi una mail per una questione personale, è poco probabile che si stimoli la reazione del parlamentare. invece, se il tema riguarda questioni generali o di una larga comunità, è più probabile colpire la sua attenzione.

in questo caso non occorre mandare 10.000 mail identiche, che come detto sopra non vengono viste. molto meglio una mail altamente personalizzata, ,che dice che la cosa riguarda 10.000 persone (e mettere un link a qualcosa che lo sostanzi, sia esso uno studio (indicando il punto esatto dove guardare) o una petizione)

va da se che se uno riceve una mail da uno sconosciuto con scritto nell’oggetto “comunicazione” e nel testo “si prega prendere visione della comunicazione allegata” ed alleghi un PDF, la probabilità che la para è molto bassa.

fare una enunciazione di problemi o denunciare cosa non va può essere utile, ma di rado. La maggior parte delle volte, se scrivi ad un parlamentare interessato, è probabile che lui sappia della questione, almeno per sommi capi.

come si intuisce, il tempo è la risorsa più scarsa.

pensate ad una mail che in 3 righe sintetizza il problema ed il suo impatto (con qualche riferimento oggettivo) ed in altre 3 righe descrive una possibile soluzione e chiude con le coordinate per essere contattati per approfondimento e con la disponibilità di collaborare alla redazione di eventuali relazioni o emendamenti.

certamente ha più probabilità di generare un feedback di una mail con testo assai verboso ed ampolloso, con molti allegati da studiare, che non propone una soluzione.

la proposta è bene che possa essere percepita come actionable, ovvero sulla base della quale si possa agire.

a questo punto, si attende.

io a volte ci metto 2 settimane per rispondere a delle mail particolarmente difficili o in periodi particolarmente densi. penso che per qualche collega possa essere di piu’. (BTW, se trovo un pixel di tracciamento nella mail, mi incavolo.)

quando poi ti viene risposto, se il parlamentare condivide problema e soluzione (che si scopre anche con qualche telefonata di approfondimento), avere una bozza dell’emendamento da proporre ed una chiara idea di quando presentarlo, aiuta molto. (sui siti di camera e senato sono elencati i progetti di legge assegnati alle Commissioni).

io ho presentato (o chiesto ad altri colleghi di presentare) diversi emendamenti, interrogazioni,ecc. che mi sono giunti in questo modo (un paio di volte con il lead iniziale non generato via mail ma via twitter

la sintesi imposta dallo spazio di 2 tweet nella enunciazione del problema e nella proposta di soluzione, aiuta


Verranno pubblicati alla Camera i dati delle assenze giustificate

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è stato in gran parte determinato dal mio caso; non credo ce ne sia stato uno altrettanto grave alla Camera da quando si pubblicano i dati sulla partecipazione al voto.

spero che riportino anche gli arretrati da inizio legislatura; così finalmente scomparirò da quelle classifiche (peraltro malinterpretate).


Non manifestamente infondati dubbi di costituzionalità del regolamento AGCOM

Questi gli ultimi passaggi del Dictum del TAR  LAZIO.

24 – Conclusivamente, il Collegio ritiene necessario sottoporre alla Corte Costituzionale la seguente questione incidentale di legittimità costituzionale, rilevante ai fini della definizione del giudizio a quo, ovvero ai fini della eventuale declaratoria di illegittimità del regolamento dell’AGCom impugnato con il ricorso in epigrafe e del suo conseguente annullamento in sede giurisdizionale, volta ad ottenere una pronuncia pregiudiziale circa la possibile illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, e degli artt. 14, comma 3. 15, comma 2, e 16, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32 bis del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010, sulla cui base è stata adottata la impugnata “Delibera n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013” recante il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative” e l’ “Allegato A” alla predetta Delibera, per la violazione dei principi di riserva di legge e di tutela giurisdizionale in relazione all’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero e di iniziativa economica, sanciti dagli articoli 2, 21, I comma, 24 e 41 della Costituzione, nonché per la violazione dei criteri di ragionevolezza e proporzionalità nell’esercizio della discrezionalità legislativa e per la violazione del principio del giudice naturale, in relazione alla mancata previsione di garanzie e di tutele giurisdizionali per l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero sulla rete almeno equivalenti a quelle sancite per la stampa, con la conseguente violazione degli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima), interlocutoriamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, e degli artt. 14, comma 3. 15, comma 2, e 16, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32 bis del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010.

Dichiara altresì rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle medesime disposizioni in relazione agli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.

Dispone la sospensione del presente giudizio e ordina l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

Ordina che, a cura della Segreteria della Sezione, la presente ordinanza sia notificata alle parti costituite e al Presidente del Consiglio dei ministri, nonché comunicata ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

via www.fulviosarzana.it

io ho presentato un progetto di legge alla camera su questa materia (il testo non è ancora pubblicato). spero che scontenti un po’ tutti.


SPID spiegato agli investitori

il Presidente Renzi ha spiiegato SPID agli investitori USA.

so’ soddisfazioni.

:-)


Il web che vogliamo


Prove tecniche di (quasi) normalità

oggi ho fatto la prima corsetta, 496 giorni dopo l’incidente

400 m a passo di jogger spompato, ma ce l’ho fatta! :-))

(ci tenevo a farlo prima dei 500 giorni…)


Un motore di produzione normativa imballato.

una parte - non maggioritaria ma molto esposta - dei politici che mi capita di incontrare interpreta la politica come un fine o quantomeno antepone l’interesse del proprio gruppo (o in qualche caso, individuale) all’interesse collettivo.

il consenso per taluni è un fine, non un mezzo. e per il consenso si stiracchiano dati e fatti e si inquadrano scene diverse da quelle rilevanti.

ancora ieri qualcuno diceva in TV, con toni accesi, che la riforma del senato è sostanzialmente inutile perchè fa risparmiare pochi euro di compensi.

io penso che una ristrutturazione dei meccanismi deliberativi del parlamento sia invece importante ed urgente per poter mettere a terra le miriadi di iniziative che, altrimenti, sono condannate a rimanere un effetto annuncio.

non sapendo, tendevo a pensare (chiedo sempre “lo pensi o lo sai ?”) che i progetti di legge di iniziativa parlamentare fossero scarsamente convertiti in legge ma che quelli del governo, invece, praticamente lo diventassero tutti.

guardate questi grafici prodotti durante l’hackaton alla Camera con gli open data della Camera:

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i numeri sono impietosi. e certificano un motore imballato, che gira a vuoto - questo si, uno spreco - e non solo per i progetti di legge di iniziativa parlamentare (1 su 400 giunti ad approvazione) , ma anche per quelli di iniziativa governativa (meno di 1 su 3). 

tutto il bianco sono i progetti di legge in corso di iter.

qualcuno sostiene ancora che il bicameralismo perfetto sia il meccanismo adatto ad una produzione normativa dai tempi compatibili con l’attualità ?


Piantare un albero per il futuro (aka sostenibilità italiana)

questa è la piramide demografica italiana oggi

ciò che balza all’occhio è che i giovani sono pochi, molto pochi.

il “metodo contributivo” per le pensioni è un metodo di calcolo, non significa  che le persone prendono in pensione i soldi che hanno versato ma che il calcolo di quanto prenderanno è basato sui contributi versati

la precisazione è importante. con i soldi dei lavoratori che versano i contributi  oggi si erogano le pensioni ai pensionati che sono oggi in pensione.

ma a quella montagna di lavoratori chi deve pagare le pensioni ? quel gruppetto di giovani che entrerà (auspicabilmmente) nel mondo del lavoro.

il tasso di dipendenza tra pensionati e lavoratori è destinato ad aumentare perchè da 35 anni non facciamo politiche che incentivino a correggere questo pattern demografico.

va da sè che le due leve utilizzabili per gravare sui giovani in misura inferiore sono il momento in cui si va in pensione e la loro entità.

perchè anche se adesso facessimo tanti figli, il loro contributo al sostegno delle pensioni arriverebbe troppo tardi.

bisognava pensarci 35 anni fa, 30 anni fa, 25 anni fa, ecc..

mia figlia irene notava che “si possono far venire degli stranieri”.

già, è mancata anche una politica razionale sull’immigrazione. la nostra incapacità di creare opportunità di inserimento ha generato tensioni che ci hanno fatto sostenere che, piuttosto, fosse meglio non venissero stranieri.

il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa, il secondo momento miigliore è adesso.

è lodevole che un manipolo di volonterosi funzionari ministeriali degli esteri e dello sviluppo economico dal governo precedente e attuale (su tutti Firpo e Luccisano) abbiano guidato gli sforzi per introdurre la “startup visa”, ovvero un visto semplificato per chi vuole venire a fare impresa in italia.

negli stati uniti, paese solitamente di difficile immigrazione, l’industria sta spingendo per fare una norma simile che genererebbe, scondo gli studi, 1,6 milioni di nuovi posti di lavoro.

è una questione di politica industriale e sociale rilevante, a mio avviso uno degli atti piu’ importanti degli anni recenti, che speriamo sia capito, spinto e non frenato da governo e parti sociali.


Niente carta in commissione

ecco la ratifica della decisione

un piccolo passo nella direzione di una rivoluzione culturale


Meno atomi, più bit alla Camera

la commissione affari sociali della camera presieduta da Pierpaolo Vargiu sarà la prima ad avviare un esperimento di dematerializzazione proposto dall’Intergruppo Innovazione.

oltre ai documenti in questa commissione saranno distribuiti anche tutti i documenti di seduta dell’Aula (inclusi gli allegati) e resi accessibilia nche sulla homepage del sito della Camera.

per le discussioni in aula i contributi debbono arrivare al massimo entro la sera prima, per cui durante la notte c’è il tempo di elaborarli e renderli disponibili.

in commissione gli emendamenti possono essere mandati, per regolamento, fino a poco prima della riunione (solo dalle persone titolare a proporli); devono essere protocollati e fascicolati facendone una analisi dei contenuti in quanto vanno serializzati per la discussione

se un emendamento modifica la prima parola del primo comma di un articolo ed un altro modifica un pezzo della frase del primo comma, uno va messo prima dell’altro in discussione.

gli emendamenti possono essere presentati in elettronico o in cartaceo; con le procedure attuali, deve essere consentito di proporli anche ad un parlamentare che non usi computer

ne consegue che la realizzazione del fascicolo può essere fatta, in queste condizioni, solo in cartaceo.

ci sono alcune commissioni, piu’ di altre, in cui gli emendamenti arrivano fino all’ultimo secondo ammesso (tipo finanze). in affari sociali, invece, ciò tende a non accadere.

questa e’ la ragione per cui si procede i in questo modo iniziando in Commissione Affari Sociali (anche Daniele Capezzone, presidente della commissione finanze e membro dell’intergruppo innovazione aveva sottoscritto la proposta agli uffici della Camera).

c’e’ una idea di sperimentare a breve l’uso di schemi XML akoma ntoso e proporre di cambiare le modalità di contribuzione di fatto imponendo di fare le contribuzioni solo in elettronico.

questa della commissione affari sociali è un passo in questo percorso, speriamo sia solo il primo