Il web che vogliamo


Prove tecniche di (quasi) normalità

oggi ho fatto la prima corsetta, 496 giorni dopo l’incidente

400 m a passo di jogger spompato, ma ce l’ho fatta! :-))

(ci tenevo a farlo prima dei 500 giorni…)


Un motore di produzione normativa imballato.

una parte - non maggioritaria ma molto esposta - dei politici che mi capita di incontrare interpreta la politica come un fine o quantomeno antepone l’interesse del proprio gruppo (o in qualche caso, individuale) all’interesse collettivo.

il consenso per taluni è un fine, non un mezzo. e per il consenso si stiracchiano dati e fatti e si inquadrano scene diverse da quelle rilevanti.

ancora ieri qualcuno diceva in TV, con toni accesi, che la riforma del senato è sostanzialmente inutile perchè fa risparmiare pochi euro di compensi.

io penso che una ristrutturazione dei meccanismi deliberativi del parlamento sia invece importante ed urgente per poter mettere a terra le miriadi di iniziative che, altrimenti, sono condannate a rimanere un effetto annuncio.

non sapendo, tendevo a pensare (chiedo sempre “lo pensi o lo sai ?”) che i progetti di legge di iniziativa parlamentare fossero scarsamente convertiti in legge ma che quelli del governo, invece, praticamente lo diventassero tutti.

guardate questi grafici prodotti durante l’hackaton alla Camera con gli open data della Camera:

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i numeri sono impietosi. e certificano un motore imballato, che gira a vuoto - questo si, uno spreco - e non solo per i progetti di legge di iniziativa parlamentare (1 su 400 giunti ad approvazione) , ma anche per quelli di iniziativa governativa (meno di 1 su 3). 

tutto il bianco sono i progetti di legge in corso di iter.

qualcuno sostiene ancora che il bicameralismo perfetto sia il meccanismo adatto ad una produzione normativa dai tempi compatibili con l’attualità ?


Piantare un albero per il futuro (aka sostenibilità italiana)

questa è la piramide demografica italiana oggi

ciò che balza all’occhio è che i giovani sono pochi, molto pochi.

il “metodo contributivo” per le pensioni è un metodo di calcolo, non significa  che le persone prendono in pensione i soldi che hanno versato ma che il calcolo di quanto prenderanno è basato sui contributi versati

la precisazione è importante. con i soldi dei lavoratori che versano i contributi  oggi si erogano le pensioni ai pensionati che sono oggi in pensione.

ma a quella montagna di lavoratori chi deve pagare le pensioni ? quel gruppetto di giovani che entrerà (auspicabilmmente) nel mondo del lavoro.

il tasso di dipendenza tra pensionati e lavoratori è destinato ad aumentare perchè da 35 anni non facciamo politiche che incentivino a correggere questo pattern demografico.

va da sè che le due leve utilizzabili per gravare sui giovani in misura inferiore sono il momento in cui si va in pensione e la loro entità.

perchè anche se adesso facessimo tanti figli, il loro contributo al sostegno delle pensioni arriverebbe troppo tardi.

bisognava pensarci 35 anni fa, 30 anni fa, 25 anni fa, ecc..

mia figlia irene notava che “si possono far venire degli stranieri”.

già, è mancata anche una politica razionale sull’immigrazione. la nostra incapacità di creare opportunità di inserimento ha generato tensioni che ci hanno fatto sostenere che, piuttosto, fosse meglio non venissero stranieri.

il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa, il secondo momento miigliore è adesso.

è lodevole che un manipolo di volonterosi funzionari ministeriali degli esteri e dello sviluppo economico dal governo precedente e attuale (su tutti Firpo e Luccisano) abbiano guidato gli sforzi per introdurre la “startup visa”, ovvero un visto semplificato per chi vuole venire a fare impresa in italia.

negli stati uniti, paese solitamente di difficile immigrazione, l’industria sta spingendo per fare una norma simile che genererebbe, scondo gli studi, 1,6 milioni di nuovi posti di lavoro.

è una questione di politica industriale e sociale rilevante, a mio avviso uno degli atti piu’ importanti degli anni recenti, che speriamo sia capito, spinto e non frenato da governo e parti sociali.


Niente carta in commissione

ecco la ratifica della decisione

un piccolo passo nella direzione di una rivoluzione culturale


Meno atomi, più bit alla Camera

la commissione affari sociali della camera presieduta da Pierpaolo Vargiu sarà la prima ad avviare un esperimento di dematerializzazione proposto dall’Intergruppo Innovazione.

oltre ai documenti in questa commissione saranno distribuiti anche tutti i documenti di seduta dell’Aula (inclusi gli allegati) e resi accessibilia nche sulla homepage del sito della Camera.

per le discussioni in aula i contributi debbono arrivare al massimo entro la sera prima, per cui durante la notte c’è il tempo di elaborarli e renderli disponibili.

in commissione gli emendamenti possono essere mandati, per regolamento, fino a poco prima della riunione (solo dalle persone titolare a proporli); devono essere protocollati e fascicolati facendone una analisi dei contenuti in quanto vanno serializzati per la discussione

se un emendamento modifica la prima parola del primo comma di un articolo ed un altro modifica un pezzo della frase del primo comma, uno va messo prima dell’altro in discussione.

gli emendamenti possono essere presentati in elettronico o in cartaceo; con le procedure attuali, deve essere consentito di proporli anche ad un parlamentare che non usi computer

ne consegue che la realizzazione del fascicolo può essere fatta, in queste condizioni, solo in cartaceo.

ci sono alcune commissioni, piu’ di altre, in cui gli emendamenti arrivano fino all’ultimo secondo ammesso (tipo finanze). in affari sociali, invece, ciò tende a non accadere.

questa e’ la ragione per cui si procede i in questo modo iniziando in Commissione Affari Sociali (anche Daniele Capezzone, presidente della commissione finanze e membro dell’intergruppo innovazione aveva sottoscritto la proposta agli uffici della Camera).

c’e’ una idea di sperimentare a breve l’uso di schemi XML akoma ntoso e proporre di cambiare le modalità di contribuzione di fatto imponendo di fare le contribuzioni solo in elettronico.

questa della commissione affari sociali è un passo in questo percorso, speriamo sia solo il primo


Bella storia

(con un pizzico di orgoglio)


Breaking news: al via alla Camera la Commissione per i diritti in Internet

Boldrini: al via Commissione per “Internet Bill of rights”
Prima riunione il 28 luglio a Montecitorio

Prende il via la Commissione di studio promossa dalla Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, per elaborare principi e linee guida in tema di garanzie, diritti e doveri per l’uso di Internet.

L’iniziativa fa seguito ad alcuni incontri e seminari svolti proprio alla Camera dei deputati su questi temi. Anche in ambito internazionale vi sono stati recentemente significativi interventi al riguardo, tra cui ad esempio l’approvazione in Brasile della legge cosiddetta “Marco Civil” nell’aprile scorso, le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea dell’8 aprile e del 13 maggio 2014, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa anch’essa dell’aprile scorso e la sentenza della Corte Suprema USA del 25 giugno. Tutto ciò si aggiunge naturalmente alle molte iniziative provenienti dalla società civile che in questi ultimi anni si sono mosse nella direzione della elaborazione di un vero e proprio “Internet Bill of rights”.

A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del settore e rappresentanti di associazioni.

Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga possibile alla definizione di un testo finale.

I primi risultati saranno sottoposti altresì all’attenzione dei partecipanti alla riunione interparlamentare sui diritti fondamentali che si terrà proprio alla Camera il 13 e 14 ottobre 2014 nel corso del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e che vedrà la partecipazione dei Parlamenti di tutti e 28 gli Stati membri dell’Unione europea.

Le conclusioni del lavoro della Commissione saranno quindi messe a disposizione delle Commissioni permanenti della Camera.

via www.camera.it

speriamo che, a valle di questo processo, venga istituita la XV Commissione permanente per l’innovazione e le questioni digitali.


Monete matematiche: il mondo non sarà più lo stesso

Financial Services has released a draft for what the state’s BitLicenses will look like, and they’re going to change the face of digital currency commerce in the U.S..

The greatest change is that anyone using a New York-sanctioned Bitcoin or cryptocurrency service will no longer be anonymous. This was something Bitcoin’s earliest users said was a key ingredient to the digital currency’s appeal, but which DFS, as well as other lawmakers, expressed strong distaste for at hearings earlier this year.

Now, any business whose essential service is buying, selling, or processing Bitcoin will have to maintain records of their customers’ names and addresses, and check them against the Treasury’s list of bad actors.

via www.businessinsider.com

(se questa proposta viene approvata)

UPDATE: Ecco il testo della proposta (Grazie Sergio) Download Pr1407171-vc

praticamente si introducono i criteri di vigilanza anche per questa categoria di operatori, includendo le virtual currencies, la cui grande innovazione regolamentare e’ alle definizione, lettere ii e iii

Virtual Currency shall be broadly construed to include digital units of exchange that (i) have a centralized repository or administrator; (ii) are decentralized and have no centralized repository or administrator; or (iii) may be created or obtained by computing or manufacturing effort.


Spiegare internet ad una quinta elementare

kudos ad Andrea!